mercoledì 29 ottobre 2014

Buone novel 3: i libri di Omar








Questa è una storia personale.

Un giorno di molti anni fa è entrato, nel negozio in cui mi trovavo a dare una mano (qualche volta anche due), un cliente che non sarebbe stato un cliente come tanti.

Quel cliente era Omar e sarebbe diventato uno dei miei migliori amici. Per alcuni anni ci siamo persi di vista, e quando ci siamo rincontrati, ho scoperto che il ragazzo che conoscevo era diventato una persona diversa. Diversa? Forse non è il termine giusto, aveva scelto di diventare il meglio di quello che poteva diventare (un meglio che migliora sempre). Non che prima del cambiamento fosse "peggio", assolutamente no, era un ragazzo in cerca di se stesso, beh! Devo dire che si è trovato!

Si è talmente trovato da raccontare "come" in un meraviglioso libro autobiografico: La vita allo specchio.
E' una vita in salita quella di Omar, ma si sa (scusate la metafora un po' abusata),dopo ogni salita c'è una discesa, e poi c'è un paesaggio straordinario. E' in  questo straordinario paesaggio di vita che Omar ci porta con le sue parole.

 ...e poi c'è oggi. Oggi, ottobre 2014, e il nuovo, non romanzo, ma saggio di Omar: Il viaggio rotondo. Un saggio su un argomento che piace ad entrambi tantissimo: la felicità. Omar ha scritto un saggio su argomenti come l'autostima, il divertimento, il cambiamento, con un fine ultimo: come utilizzare le nostre potenzialità per essere felici (o per, ancor meglio, essere "più" felici).
Il viaggio dentro di noi è sempre rotondo, citando delle parole che mi sembrano pertinenti al caso:
"Non cesseremo l'esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare sarà giungere là dove siamo partiti e conoscere quel posto per la prima volta". Thomas Elliot

L'arte della felicità



Ho avuto un flash!

Mi sono detta: in questo blog per il tuo romanzo, cara Angelina, divertiti a parlare di libri. Questa era l'idea: introdurre il mio romanzo e poi parlare degli altri miliardi di libri (miliardi, non esageriamo!, milioni ;) che leggo con tutta la passione di cui sono capace. La passione alle volte è ricambiata, alle volte un po' meno...ma non importa, io leggo...

...questa volta però non ce la faccio...trasgredisco alla mia stessa intenzione e parlo di un film!

Ringrazio Omar che mi ha segnalato un film che mi è piaciuto proprio tanto. E' un film di animazione italiana straordinario per la storia, la realizzazione, la musica e, ultimo, ma forse più importante, per il messaggio che il film vuole trasmettere.

Non è un film per bambini, anche se i bambini possono vederlo tranquillamente, è un film per adulti che vogliono trascorre un' ora e mezza (più o meno) di pura poesia.

Divertitevi a pensare alla felicità, è sempre bello pensare a come essere più felici (e ho aggiunto il "più" con intenzione).

Come si dice in questi casi? Ah sì! Buona visione.



mercoledì 15 ottobre 2014

Buone Novel 2: doni letterari





SAGHE E FILM


Dopo aver visto "The Giver" film dal romanzo omonimo, mi sono incuriosita. Il plot del film è molto interessante: propone un futuro in cui la società è controllata per essere perfetta in ogni suo aspetto. E' un universo distopico e costrittivo vestito da favola. Il film parte bene, sia a livello di immagine, che a livello di trama, poi pian piano regredisce fino a diventare banale, peccato.
Comunque vale la pena di vederlo, se non altro per l'originalità di circa metà del film.






Come spesso accade, quando si vede un film promettente, ci si chiede come sarà il libro? The Giver è il romanzo iniziale di una specie di saga (dico "specie" perché non ne ha tutte le caratteristiche).
Ho letto i due romanzi successivi a The Giver scritti da Lois Lowry: "la Rivincita" e "il Messaggero". Entrambi propongono universi alternativi, quello della Rivincita distopico, quello del Messaggero utopico che però evolve in negativo. I due romanzi non sono strettamente legati l'uno all'altro, se non per dei personaggi che appaiono in entrambe le trame. Sono libri rivolti specificatamente ad un pubblico giovane (mi piacerebbe dire, "e non solo").





Quello che mi ha stupito è la loro profonda immersione negli aspetti negativi dell'essere umano, i romanzi sono attraversati da un senso di cupezza, che viene parzialmente riscattato dalla presenza di azioni positive degli eroi della saga che sono: una ragazza disabile nella Rivincita, e un ragazzo con un'infanzia difficile nel Messaggero. I due ragazzi hanno dei doni speciali, che li porteranno a "regalare" alle loro società di appartenenza, maggiore consapevolezza e benessere psicologico.

Per essere libri per ragazzi non sono certo all'acqua di rose e anche gli adulti dovrebbero darci un'occhiata...non si sa mai. La parola che userei per me è "interessare", sono stati delle letture interessanti, più che piacevoli. Credo che per curiosità leggerò anche l'ultimo della serie: "il Figlio".

lunedì 6 ottobre 2014

Bello come Leo


Giorgio, il protagonista di 2ODIPA è bello, di una bellezza che si scopre pian piano. Giorgio non viene descritto, ma paragonato a  Di Caprio, quello giovane, quello del film Titanic.

Differenze tra i due: Giorgio non è biondo, ed è decisamente meno convinto del suo aspetto, che trascura, sia come abbigliamento, sia come cura della persona, almeno per quasi tutta la prima parte del romanzo. Le ragazze lo notano, ma i suoi modi e il suo look trasandato, non portano a grandi risultati, fino a quando...(questa è una sorpresa che lascio a voi, se vi anticipo tutto che sorpresa è?)









Il castello e i libri

Sabato 4 e domenica 5 ottobre al castello di Susegana (Tv) si è svolta la manifestazione "Libri in cantina".


In questa manifestazione sono presenti piccoli editori. Lo scopo della simpatica escursione è stato: presentare il romanzo. Obiettivo raggiunto. Chissà se porterà a qualcosa.

Al di là del risultato (non ininfluente), il posto dove si svolge la manifestazione è molto bello e le proposte editoriali sono interessanti. Se piacciono i castelli, il luogo merita una visita a prescindere dalle manifestazioni, se vi interessano i libri, annotate l'evento.

domenica 21 settembre 2014

Buone Novel 1: amori sotto dettatura

NON SOLO "DUE ORE"


Chi si scrive si nutre, in genere, di lettura.
Ultimo romanzo letto in ordine di tempo: "Muoio dalla voglia di conoscerti".  Lettura per ragazzi, ma non solo. Il genere è "Young Adult", se vogliamo catalogarlo. Sotto l'immagine di copertina, se siete curiosi, la recensione per Amazon.it






Il romanzo di Chambers è interessante perché mette a confronto due generazioni, quella adolescenziale di Karl, e quella di uno scrittore settantenne. Il rapporto tra i due si sviluppa per soddisfare un'esigenza di Karl: scrivere alla sua ragazza, Fiorella.Karl sceglie proprio lo scrittore preferito da Fiorella, che non conosce e a cui si presenta a casa all'improvviso, come narratore dei suoi sentimenti per lei.Karl è molto abile in attività che non richiedano un uso estensivo di scrittura o lettura a causa della dislessia. La dislessia lo porta ad avere una scarsa autostima pur dimostrandosi un ragazzo molto capace. Il confronto con Fiorella, lettrice accanita e poetessa in erba, rende Karl ancora più insicuro. Sarà l'amicizia, che si sviluppa pian piano con lo scrittore, a rivelare la sensibilità del ragazzo e a svelare talenti che nemmeno lui sapeva di possedere. Allo stesso tempo lo scrittore, vedovo da poco, ritrova in Karl la stessa sofferenza e la riconosce, il ragazzo, infatti, non ha elaborato la morte del padre, avvenuta quando lui era dodicenne. Il confronto tra il dolore dei due, darà come risultato per lo scrittore un'apertura verso il futuro, e per Karl l'appoggio di un uomo, che non sostituirà mai il padre, ma che lo comprenderà intimamente, e attraverso questa comprensione lo sosterrà e non lo abbandonerà mai nei momenti di smarrimento.
Il romanzo è ben scritto, e il rapporto intergenerazionale tra i due è molto interessante, come è curiosa e particolare la storia con Fiorella, che ha un epilogo non scontato. Se il genere Young Adult vi piace "Muoio dalla voglia di conoscersi" potrebbe rivelarsi una lettura piacevole e per niente superficiale.

Angela




venerdì 19 settembre 2014

The secret N° 3

Il drago e il nome





Svelato perché Amy si chiama così adesso è il turno di Giorgio.

Giorgio deve il suo nome, al cavaliere e santo, che nella leggenda uccide il drago.

Il drago nella cultura occidentale (in quella orientale è l'opposto) rappresenta il male.

Giorgio il cavaliere che uccide il male, sarà così coraggioso anche il Giorgio di 2ODIPA?